È PASSATO UN ALTRO MINUTO.


tecnica: tempera, acrilico, lucido da scarpe, fazzoletto bagnato in levare, buchi antecedenti e noia astiosa stretta fra i denti su pannello di legno trovato in strada.
cornice fatta con pezzi di bancali trovati in strada anch'essi.
collezione privata a. trotta.
era il 2013.

IL POETA DELLA BAGGINA.


tecnica variegata ma più sinceramente arrangiata con marker, lettere ritagliate da riviste, matita, penna bic, tempera e considerazioni su come la poesia sia roba vecchia lasciata a morire in disparte.
su struttura in legno rubata da Stella ad un pittore egiziano e regalata a me.
collezione privata e illegale di Fabrizio Aschi, che nel 2010 rubò questo quadro a Pesaro chiudendo il cerchio dei furti. ora lo tiene a Rimini il bastardo.
era il 2007.


VOLEVO DIRTI TI AMO.


tecnica: lucido da scarpe, tempera poca, fazzoletto bagnato a togliere quel poco che basta e lasciare sporco e con Jeanne che mi sussurrò di ripeterlo un’ultima volta, mio caro Amedeo. 
su pannello di plexiglass che era la pubblicità di un circo, che io trovai per strada a Urbino. 
collezione privata S. Trotta, Termoli.
era il 2009.

LA MIA IPOTESI DI RIEMANN. Il due come decodifica.


tecnica: tempera, nei, smalto, ghirigori e altre cose che voi però non saprete su legno rubato.
collezione privata Luca Martoni, Forlì.
era il 2008.

PIRANDELLO.


tecnica: vernice spray e pennellata, acrilico, marker differenti e autoprodotti, colla vinilica, smascherata di coscienza e un gracchiante sgretolarsi dell’io anche oggi su pannello di plexiglass che era pannello pubblicitario di circo preso in strada a Freiburg, Germania.
cornice: resti di doghe abbandonate alla spazzatura sotto casa mia a Freiburg.
collezione privata Muzio, Termoli.
era il 2016.

IL CONTRABBASSISTA DELL'ALTRA PARTE.


tecnica: lucido da scarpe a più riprese, tempera modesta, un chiodo per incidere corde e lettere, un giro impetuosamente armonico e lento a mo’ di colonna sonora e quella maniera che avevi tu e che io ho ancora qui, su porta di un mobiletto bianco da bagno trovato per strada a Tours.
collezione privata del Maestro Jean-Marie Fons, Joué-lès-Tours, Francia.
era il 2010.

STUDIO DI DONNA CON UNA COSA NELL'OCCHIO.


tecnica: lucido da scarpe marrone, fazzoletto bagnato in levare, tempera, uni posca, pirografo, i tuoi capelli come me li ricordo io, quel lenzuolo che era noi e io che me ne andavo perché non sapevi ancora dove trovarmi. Su pannello di agglomerato bianco trovato in rue de Rome a Marseille.
cornice: pezzi di bancali trovati abbandonati, amati e lavorati con cura.
collezione privata della mamma di Charlotte, Erlangen, Germania.
era il 2013.

SPORCA TANGUEDIA.


tecnica: tempera, pennarelli tipo uni posca bianco e rosso, lucido da scarpe dato e tolto cercando di restare stretto tutta la vita la tuo petto e di non inciampare nel nostro amore zingaro. su lavagna in metallo rubata nell’albergo abbandonato di Uribino.
collezione privata famiglia Trotta, Termoli.
quadro nato per ispirazione dalla canzone omonima di Manuel Lorenzetti.
era il 2008.

ERRORE NARRATIVO.


tecnica: vernice colata, tempera, concentrato di rosso, lucido da scarpe, penna e pennarellino, colla vinilica, ipotetica casa mia, il sole e la sua molta luce malgrado tutto, le mie ombre fedeli e il mio sbaglio nel continuare a raccontarmi che so solo andarmene via. su tela costruita con le mie mani. il tessuto utilizzato prima lavorava per me come lenzuolo, era così comodo che lo promossi.
cornice: doghe di un letto rotto e trovato ai bidoni sotto casa in uferstrasse, Freiburg.
collezione privata delamarne.
era il 2015.

I GIARDINI PENSILI HANNO FATTO IL LORO TEMPO


tecnica: tempera, china, acrilico qua e la, accostamenti illeciti, due lampioni come davanti casa mia ma con la luna bella grassa, un pianoforte autunnale e la mia maniera di affrontare l’esistenza su pannello di legno trovato chissà dove tra le strade di Urbino.
collezione privata Davide Lomma, Pesaro.
era il 2008.
p.s. dopo che feci scoprire l’importanza della musica di Paolo Conte al caro Davide Lomma, all’epoca era un giovinotto, mi chiese di fargli un quadro con il titolo di cui sopra che spiegasse la canzone, ché lui non afferrava, mi disse. Feci questo quadro ma non spiegai la canzone eppure resto ancora convinto che i colori da me utilizzati si avvicinino parecchio.

LOUVRE, SETTEMBRE 2021. MARTEDÌ.


tecnica: vernice, lucido da scarpe, marker, colla vinilica, confini veri o immaginari che siano, un’allegoria e ristrettezze sentite e inadeguatezza al soffocamento del reale quotidiano passato, presente e futuro, anche se solo ipotetico.
su pezzo di legno laccato bianco, che era una parte di un mobile da cucina rotto oramai, e lasciato sull’avenue Du Prado.
cornice: pezzi di un bancale disossato nel mio ancien salon in rue docteur escat 17 a Marseille.
collezione privata Luigi Cabua, Ancona.
era il 2015.

L’INSOSTENIBILE PESANTEZZA DELL’ESSERE UMANO. -LE MIE DIMISSIONI.-


tecnica: tempera, vernice, marker, scolorina (o bianchetto), penna nera, pioggia bianca e fine, maltempo, noiosissimo egocentrismo fine a se stesso, un lento affogare melmatico e l’elefantesca decisione di allontanarsi per affogare almeno in pace.
su tela costruita dalle mie mani con un lenzuolo di Charlotte.
collezione privata Pieralta. 
era il 2018.


ESTATE ROMANTICA 2054 CON LUNA PIENA E QUEL FRESCHETTO DI INIZIO SETTEMBRE CHE TI PIACEVA TANTO.


tecnica: lucido da scarpe, matita, vernice, i nostri ricordi al futuro, la luna, tu, io ed un calmo ritmato silenzio di mare.
su porta di armadio recuperata in rue de lodi a Marseille. (è 2 m per 90 cm)
cornice: legnacci che non volevano esser spezzati e bruciati.
collezione privata di Julien.
era il 2014.

PULCINELLA. CEDESI ALTER EGO PER MANCANZA D'UTILIZZO DELLO STESSO.


tecnica: tempera, china, bocca strappata, sorridente e finta, quadrati blu, colla, un annuncio e una rinuncia al sembrare della vita su tela costruita proprio da me, tutta, pure i legni.
collezione privata Edoardo Grisogani.
era il 2008.

QUANDO A SETTEMBRE.


tecnica: tempera, penna bic, un caffè senza zucchero ed una disattenta e innocente versione della fine che immaginavo per me anni fa. su tela costruita apposta con un pezzo di un mio lenzuolo.
cornice: trovai, camminando per le strade di Tours, un quadro piantato in un bidone della spazzatura. raffigurava un paesaggio qualsiasi, la tela presentava degli squarci e non credo fosse stato fontana, la sua cornice era bella agli occhi miei, così presi il tutto e lo feci mio.
collezione privata del Maestro Jean-Marie Fons, Joué-lès-Tours, Francia.
era il 2010.

L'APPARIZIONE.



tecnica: tempera, penna bic, pastello a olio, matita, marker e una paura mia che lei si affacci su di me improvvisa, su tela da me costruita con mie lenzuola e legni avanzati ad un tetto.
cornice: pezzi di bancali trovati e colorati con il lucido da scarpe.
collezione privata mia.
era il 2013.

IL QUADRO DELLA TAVERNETTA DI VIA DELLE ORCHIDEE 83.



tecnica: lucido da scarpe per sporcare e fazzoletto bagnato per pulire, tempera diluita tanto nell’acqua e sparsa dove doveva essere, vinilica e un omaggio al desiderio che preferisco riferirlo a voce a chiunque me lo chieda, su pezzaccio di legno trovato buttato in un terreno incolto fuori Urbino.
collezione privata famiglia Trotta, Termoli.
era il 2007.

IO SONO UNO SCRITTORE.


tecnica: tempera, acrilico per muri, pennarello nero, matita, penna bic, colata di colla vinilica e una mia controversa presa di posizione sul retro di un pannello di legno rubato nell'albergo abbandonato di Urbino.
(sul lato in cui non ho dipinto è riportata la mappa storica di Urbino)
era il 2008.

L'AMORE POTREBBE ESSERE INESATTO.



tecnica: tempera, semplice penna bic e una vorticosa inevitabile discesa negli abissi dei compromessi su tela che mi fu regalata da chissà chi, non ricordo più.
cornice: pezzi di bancali trovati in rue de rome a Marseille.
collezione privata di Edoardo Cannizzaro, Feiburg, Germania.
era il 2014.

HO BUIO.


tecnica: tempera, vinilica, marker, vernice, il cielo grigio ed una forte sensazione di vuoto più un incoraggiamento su di una bacheca presa consapevolmente nell'albergo abbandonato di Urbino.
cornice: pezzi di bancali trovati in rue de rome a Marseille. poi dipinti di bianco.
era il 2009.

E TE NE ANDAVI A FANCULO.


tecnica: tempera, acrilico, marker, penna bic, forse un po' di matita, una collana, la tua ombra e i tuoi passi che si allontanano mentre ti vedo sul serio su tela da me costruita partendo da mio lenzuolo in cui forse ci amammo.
cornice: stralci di bancali malandati trovati di nascosto a Marseille.
collezione privata di Gerald, Marseille
era il 2013.

NAPALM GEOGRAPHIC

il napalm è una miscela incendiaria derivata dal naftenato d’alluminio e dal palmitato di sodio; adoperato nell’industria bellica, dura a lungo e agisce anche su materiali refrattari. qui il mio documentario.

NAPALM GEOGRAPHIC 1. L'ADEGUARSI DEI COMPLIMENTI.


tecnica: lucido da scarpe, tempera, colla vinilica, spugna in levare, matita, sporco e canoni di bellezza e del giusto devastati dall’incessante piegarsi alla facilità e all'immediatezza della stupidità.
su pannello bianco rubato in strada, era un cartello pubblicitario di un circo.
cornice: legni rubati ad un cantiere vicino il terminal autobus di Termoli.
collezione privata famiglia Santarelli, Sant’Elpidio A Mare.
era il 2009.

NAPALM GEOGRAPHIC 2. L'INTERVISTATO, COSTUME E SOCIETÀ.


tecnica: lucido da scarpe, tempera, fazzoletto inumidito per togliere e sporcare la consapevolezza di una cultura che tanto non è mai servita a nulla. dimentichiamo tranquillamente anche senza bisogno di sapere.
su pannello bianco rubato in strada, era un cartello pubblicitario di un circo.
cornice: legni rubati ad un cantiere vicino il terminal autobus di Termoli.
collezione privata Luca Martoni, Forlì.
era il 2009.

NAPALM GEOGRAPHIC 3. ANDREA


tecnica: lucido da scarpe, tempera, vernice rossa, un “vado via” tenuto fra i canini e una bandiera bianca lasciata per terra con su scritte le mie dimissioni.
cornice: legni rubati ad un cantiere vicino il terminal autobus di Termoli.
collezione privata Luca Martoni, Forlì.
era il 2009.


NAPALM GEOGRAPHIC 4. GOOGLE EARTH.




tecnica: lucido da scarpe, tempera, vernice, sporcizia, la realtà umana e un consiglio vivace di continuare a non zoommare sullo schifo che facciamo.
su pannello bianco rubato in strada, era un cartello pubblicitario di un circo.
cornice: legni rubati ad un cantiere vicino il terminal autobus di Termoli.
collezione privata Luca Martoni, Forlì.
era il 2009.




NEVROTICO.


tecnica: assolo di tempera utilizzata in maniera dozzinale, squadrata e di stampo simbolico imposto, parecchio rosso, diverso marrone e occhi chiusi verso il grappolo d’uva. 
su cartone pubblicitario trovato nella spazzatura di Forlì da Leonardo Crociani e poi regalato a me che l'ho coperto con carta presa chissà dove nei dintorni via oddi a Urbino.
collezione privata Chiara Ricci, Pesaro.
era il 2007


GOLA.



tecnica: china, matita, pastello a cera, ingordigia, un continuo non ragionare, soliti errori e stasi da ingozzamento, su tovaglietta della mensa di Urbino incollata su fondo di cassetta della frutta.
cornice: pezzi di bancale trovato sicuramente in rue de Rome a Marseille.
collezione privata di mia sorella Daniela, Termoli.

era il 2006.

IL RE DEGLI ZINGARI.




tecnica: tempera, marker, una corona, semplici stilizzazioni della mia anarchia spirituale e lo zigzagare libero del mio sentire e niente di più, su fondo di cassetta della frutta.
cornice: legni di bancali tagliati e attaccati come occorreva.
collezione privata di Catherine Machault, Marseille, Francia.
era il 2007.

LA MADONNA FRANCESE.




tecnica: tempera, vernice, penna nera bic, occhi finti incollati malamente, un sorriso sanguigno e di sbieco, strascichi e una mezza verità che all’epoca capii quasi subito e presi a passeggiarci lontano.

su stampa ingrandita di fotogramma analogico fatto e donatomi per l’amore du partage da Jocelyn Monnoyer.

cornice: bancali accuratamente trovati accanto i bidoni di Marseille, credo sull’Avenue du Prado.

collezione privata delamarne.

era il 2015.


ÉTUDIE VITE FAIT DE FEMME À PROBLEME.




tecnica: lucido da scarpe, vernice, penna bic, marker e l’immediata consapevolezza che lasciarci era cosa sensata. Su tavola di legno avanzata al letto che mi costruii.

cornice: pezzi di legno che proteggevano il tronco di un alberello in boulevard baille, a Marseille. Li ho rubati, ecco.

collezione privata Jocelyn Monnoyer, Marseille.

era il 2014.


LA MADONNA CHE MI APPARIVA IN GARAGE.



tecnica: tempera, vernice, penna bic, ricordi stampati nella memoria, il quadro di mio zio nascosto nell’armadio bianco in garage e il mio correre terrorizzato fino alla cantina sperando che l’armadio non si aprisse, su stoffa incollata su pezzo di legno trovato in strada.
con rammarico lo abbandonai fuori il Centre de Création Contemporaine di Tours, Francia, la notte del 26 gennaio 2011, per una serie di motivi (quella notte abbandonai 16 quadri).

era il 2010.


IL MIO BLOCCO DELLO SCRITTORE.




tecnica: tempera, acrilico, marker, penna bic, ferma staticità, difficoltà motorie, respirazione affaticata e pagine bianche sparse ovunque su pezzo di lenzuolo incollato su pannello di legno trovato chissà dove.abbandonato fuori il Centre de Création Contemporaine di Tours, Francia, la notte del 26 gennaio 2011, per una serie di motivi.
era il 2010.

L'ANNUNCIAZIONE TACIUTA.




tecnica: tempera, luce, penna bic nera, uno sguardo basso e spento, marker, la stanza vuota e gabriele che entrando dalla finestra ha un macigno nello stomaco da annunciare, su tela.
cornice: pezzi di bancali trovati a Marseille.
collezione privata Leonardo Crociani, Montpellier.
era il 2010.

STUDIO DI DONNA CHE AMA LE MIE BUGIE.




tecnica: tempera, vernice oro sotto il nero, pennarello rosso e pennarello bianco, capelli graffiati da cacciavite, linee tolte dal fondo, lei e una mezza verità su pannello di legno avanzato ad una lavagnetta per i gelati di Daniele.

cornice: pezzi delle doghe di un letto trovato in strada smontato a Freiburg.
era il 2016.


L'AMORE BAMBINO.




tecnica: ago e filo di cotone più una mezza verità del tempo che fu su quadro a punto croce comprato per 3 euro in un mercatino delle pulci di Marseille.

cornice: compresa nel prezzo.
collezione privata di Manuel Mines Minnella, Marseille.
era il 2013.



NOIA IN SENSO LATO.



tecnica: vernice, tempera, matita, penna bic, delusione o forse più specificatamente un’indifferenza all’accidia stessa causata dal veder tutti che cercano la propria esistenza nel distruggere l’altro.
su tessuto rosso di cui non ricordo nulla incollato ad un pannello di cartone.
cornice: legni rubati in un cantiere a Marseille.
collezione privata delamarne, Berlin.
era il 2009.

PIEDI DI PANE.










tecnica: tempera, china e un paio di bugie ben dette che portarono me tra le mani di Giulia e questi quadri nella sua tesina per un esame di storia dell’arte all’università di Urbino.sono stati realizzati su tovagliette della mensa di Urbino incollate su fondi di cassetta della frutta.
a lei, Giulia, servivano almeno una decina di quadri sui piedi in genere, le dissi che li avevo. mentii ma in due giorni ne inventai otto.
cornice: pezzi di bancale marsigliese.
collezioni private sparse (Cattolica, Torino, Freiburg e Berlino) me ne restano 3, credo. 
uno andò perduto nel 2008, lo regalai a Matteo, che lo voleva proprio, ma lo dimenticò in stazione a Pesaro.
i quadri vennero presentati all’esame con le seguenti precisazioni:
- piedi di pane 1 – la prospettiva non rende l’idea.
- piedi di pane 2 – la sua geometria compositiva è falsa.
- piedi di pane 3 – senso forte e scontato di bidimensionalità.
- piedi di pane 4 – è tutto più o meno esatto.
- piedi di pane 5 - la prospettiva è sbagliata.
- piedi di pane 6 – la sua rappresentazione è un torto all’oggettività.
- piedi di pane 7 – vuota sensazione di profondità.
- piedi di pane 8 – sono effettivamente due piedi destri, errore mio.
l’esame fu un successo per Giulia, la professoressa S. Cuppino si congratulò per la sua analisi originale e scrupolosa ma diede a me del deficiente.
storia vera.
era il 2007.

STUDIO DI DONNA NOSTALGICA DEI SENTIMENTI UMANI.


tecnica: tempera, vernice, marker, penna bic nera e rossa, matita, capelli sciolti, un abbandono di spalle e uno sguardo disabitato che puntato al mondo quantifica in due parole ciò che resta nelle anime nostre. 
su tessuto di incerta provenienza incollato su un pezzo di legnaccio trovato in strada a Marseille.
cornice: costole di bancale smontate, lisciate, protette e ricucite a mano.
collezione privata di Herr Heins da qualche parte in Germania(non mi ricordo in che città, devo chiedere a Jan Hendrik).
era il 2014.

UOMO SEDUTO CON MANO ALLA FACCIA.



tecnica: tempera, lucido da scarpe dato su con insofferenza, pennarelli, fazzoletti bagnati per sbavare un po’ e sfuocarmi indefinito, colla vinilica, io e la mia carissima noia su lavagnetta trovata nell’albergo abbandonato di Urbino.
cornice: legni utilizzati dalla città di Marseille per proteggere alcuni alberelli lungo il boulevard baille. una notte, armato di tenaglia, ne liberai una decina e li promossi nell’essere, divennero cornici.
era il 2009

FACCIAMO COSÌ.


tecnica: tempera stesa daltonicamente, penna bic, diversi errori di proporzione, troppo giallo e la decisione lentissima di andarmene via.
su pannello di legno con annessa cornice e vetro rotto che trovai nel bidone della spazzatura in una via alberata di Tours, France.
collezione privata Virginie Boireau, Tours.
era il 2010.

LA MADONNA STROZZATA DAGLI ALTRI.


tecnica: tempera, olio, china, penna bic, aria consumata, mani tozze e la colpevolezza più l’incoerenza del credo superficiale. su tela un po’ storta ma fatta religiosamente a mano da me con scarti di liteaux e di un mio lenzuolo.
cornice: bancali fedelmente smontati, scartavetrati, vetrificati e riassemblati come è giusto che sia.
collezione privata delamarne.
era il 2012.

TI RICORDI CHE ORE ERANO?




tecnica: lucido da scarpe, tempera, fazzoletto bagnato discretamente, un po’ di nuvole e un momento che alla fine era così bello e quotidiano da volerselo tenere per sempre ignorando le dinamiche di spazio e tempo. su pezzo di mobile trovato in strada.
cornice: pezzi di legno che mi avanzavano e che volevano restare anche loro.
collezione privata delamarne.
era il 2014.